MANSIONI: il datore di lavoro può modificarle?

Le MANSIONI attribuite al lavoratore in fase di assunzione comportano l’assegnazione ad un determinato LIVELLO e CATEGORIA LEGALE e uno specifico trattamento retributivo.

L’inquadramento concordato deve essere mantenuto nel corso del rapporto salvo modifiche che si rendano necessarie per esigenze aziendali o personali del dipendente.

Quando è ammessa la variazione delle mansioni? Quali sono le ripercussioni sulla retribuzione?

Vediamo cosa stabilisce l’art. 2103 c.c. modificato dall’art. 3 del d. Lgs. 81/15.

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Istruzioni sull’indennità una tantum per i lavoratori dipendenti.

Potranno ricevere il contributo i lavoratori dipendenti, del pubblico e del privato, titolari di uno o più rapporti di lavoro, a patto che abbiano beneficiato per almeno un mese nel primo quadrimestre del 2022 dell’esonero contributivo dello 0,8%. Il datore riconoscerà in modo automatico il sostegno, previa acquisizione di una dichiarazione da parte del lavoratore di non essere titolare di trattamenti pensionistici, a carico di qualsiasi forma previdenziale, di trattamenti di accompagnamento alla pensione e di Reddito di Cittadinanza. Ove il lavoratore sia titolare di più rapporti, potrà chiedere il pagamento dell’indennità a un solo datore di lavoro, specificando nell’autodichiarazione di non aver fatto analoga richiesta ad altri datori.

Qui tutti i dettagli: https://bit.ly/3Qlsd2v